
Ho verificato anche il regolamento congressuale pubblicato sul sito ufficiale della DC: l’art. 3 stabilisce espressamente che «Il Segretario politico e le altre cariche statutarie sono elette dal Congresso», a scrutinio segreto e a maggioranza dei voti.
DEMOCRAZIA CRISTIANA: SARÀ IL CONGRESSO NAZIONALE A ELEGGERE IL SEGRETARIO
La decisione del Consiglio Nazionale apre il confronto, ma il regolamento congressuale è chiaro: il Segretario politico sarà eletto dal Congresso del 24 e 25 ottobre
La riunione del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana del 30 settembre ha aperto una nuova e delicata fase nel confronto interno al partito.
Nel corso della riunione è stata assunta una deliberazione con la quale l’on. Carmelo Pace è stato indicato quale Segretario Nazionale. La decisione è stata presentata pubblicamente come una vera e propria elezione alla guida del partito.
Al di là delle differenti interpretazioni politiche e statutarie sulla validità e sulla portata di questa deliberazione, esiste però un punto che deve essere evidenziato con assoluta chiarezza: sarà il XXI Congresso Nazionale della Democrazia Cristiana, convocato a Roma per il 24 e 25 ottobre 2026, a eleggere il Segretario politico nazionale secondo le procedure stabilite dal regolamento congressuale.
Non si tratta di un’interpretazione politica, ma di quanto espressamente previsto dal regolamento ufficiale del XXI Congresso Nazionale.
L’articolo 3 stabilisce infatti che il Segretario politico e le altre cariche statutarie sono eletti dal Congresso, con scrutinio segreto e a maggioranza dei voti.
Il medesimo articolo disciplina inoltre la presentazione delle liste per il Consiglio Nazionale, prevedendo che esse siano collegate a una candidatura a Segretario Nazionale e sottoscritte da almeno il 10% dei delegati al Congresso appartenenti ad almeno tre regioni.
È dunque il percorso congressuale la sede prevista per determinare democraticamente la futura guida politica della Democrazia Cristiana.
UNA DISTINZIONE CHE DEVE ESSERE CHIARA
Proprio per evitare equivoci, occorre distinguere due piani.
Da una parte vi è la deliberazione assunta dal Consiglio Nazionale il 30 settembre, con la quale Carmelo Pace è stato indicato alla guida del partito.
Dall’altra vi è l’elezione del Segretario politico nazionale prevista dal regolamento del XXI Congresso.
Quest’ultima avverrà attraverso il voto dei delegati al Congresso Nazionale del 24 e 25 ottobre.
È quindi il Congresso, attraverso il voto segreto e maggioritario previsto dal regolamento, che sarà chiamato a conferire il mandato politico derivante dalla nuova fase congressuale.
Ed è proprio alla luce di questa disposizione che assume particolare rilevanza il dibattito apertosi dopo la riunione del Consiglio Nazionale.
LE CONTESTAZIONI SULLA RIUNIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE
Una parte del partito contesta anche la legittimità dell’organismo che ha assunto la decisione del 30 settembre, sostenendo che il Consiglio Nazionale sarebbe decaduto e che, conseguentemente, non avrebbe avuto titolo per procedere a una decisione di tale rilevanza.
Si tratta di una questione che deve essere affrontata sul piano statutario e documentale, verificando gli atti, le disposizioni dello Statuto e i poteri eventualmente esercitabili dagli organi del partito nella fase che precede il Congresso.
Non è necessario, tuttavia, trasformare questa controversia in uno scontro personale.
Le regole devono rappresentare il terreno comune sul quale tutte le componenti della Democrazia Cristiana possano confrontarsi.
IL CONGRESSO È SOVRANO NELLA SCELTA DELLA NUOVA LEADERSHIP
Il punto politico e statutario centrale rimane il Congresso Nazionale.
La Democrazia Cristiana ha già avviato un percorso congressuale che passa attraverso le assemblee provinciali e regionali e culminerà nel XXI Congresso Nazionale di Roma del 24 e 25 ottobre 2026.
Saranno i delegati, attraverso il voto previsto dal regolamento, a esprimersi sulle candidature alla Segreteria Nazionale e sulla composizione degli organismi dirigenti.
Nessuna decisione precedente può sostituire l’elezione congressuale prevista dal regolamento per la scelta del Segretario politico.
Il Congresso non può pertanto essere considerato una semplice ratifica di decisioni già assunte altrove: rappresenta il momento nel quale le diverse sensibilità e proposte politiche presenti nella Democrazia Cristiana si confronteranno democraticamente e nel quale i delegati saranno chiamati a scegliere la nuova guida del partito.
RISPETTARE LE REGOLE PER TUTELARE L’UNITÀ DEL PARTITO
In una fase caratterizzata da forti contrapposizioni interne, la risposta non può essere un ulteriore irrigidimento dello scontro.
La risposta deve essere il rispetto delle regole.
La Democrazia Cristiana ha bisogno di dialogo, partecipazione, confronto e soprattutto della certezza che ogni decisione fondamentale venga assunta nelle sedi previste dallo Statuto e dal regolamento congressuale.
Per questo il Congresso del 24 e 25 ottobre assume un’importanza decisiva.
Non dovrà essere il luogo della resa dei conti tra gruppi contrapposti, ma il momento nel quale restituire pienamente la parola alla comunità politica della Democrazia Cristiana attraverso i suoi delegati.
Una cosa deve quindi essere ribadita senza ambiguità: il percorso per l’elezione della nuova leadership non si è concluso il 30 settembre.
Sarà il XXI Congresso Nazionale della Democrazia Cristiana, riunito a Roma il 24 e 25 ottobre 2026, a eleggere il Segretario politico nazionale e le altre cariche statutarie secondo quanto previsto dal regolamento congressuale.
Saranno il voto, le regole e la partecipazione democratica dei delegati a determinare la nuova guida della Democrazia Cristiana.
Ed è dal rispetto di questo principio che può partire una nuova stagione di unità, credibilità e rilancio nazionale del partito.
Penna Bianca