Cosa solo le clausole CACs per i titoli di stato?

CACs è l’acronimo di “clausole di azione collettiva”. Queste clausole riguardano la possibilità che, in casi estremi, lo Stato che ha emesso un’obbligazione possa chiedere agli obbligazionisti di accettare il taglio del valore nominale del titolo, oppure la riduzione delle cedole o l’allungamento delle scadenze.

Le CACs sono state introdotte progressivamente dal 1° gennaio 2013 in poi, volute da Bruxelles nel Trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità. Secondo queste clausole è anche possibile un cambio di denominazione a livello di valuta di denominazione. Inoltre, potrebbero esservi una modifica delle condizioni degli obblighi in capo all’emittente del titolo di Stato. Quindi un obbligazione può subire variazioni sotto ogni aspetto chiave.

In sostanza, si tratta di una sorta di “bail-in”, con lo Stato al posto della banca in difficoltà e l’investitore nei titoli del debito pubblico che rappresenta l’equivalente dei soggetti costretti a partecipare al salvataggio dell’istituto bancario.

Sostanzialmente con queste clausole l’investitore potrebbe trovarsi nella posizione di partecipare ad un’operazione di ristrutturazione del debito del Paese, operazione finanziaria generalmente molto rischiosa. Queste clausole fissano quindi alcuni paletti per quanto riguarda le modalità e le condizioni per i casi in cui si dovesse rendere necessaria una ristrutturazione del debito sovrano.

I governi dei Paesi membri dell’UE possono apporle fino al 45% dei titoli di Stato con durata superiore ai 12 mesi, quindi non riguardano le scadenze brevi, come i BOT (buoni ordinari del Tesoro). Dal 2022 in poi sono inserite in tutti i BTP con durata superiore a 12 mesi. Anche i BTP Italia ed i BTP Futura emessi in questi ultimi anni sono soggetti a queste clausole.

CACs: cosa potrebbe succedere a chi detiene BTP

I punti chiave delle CACs riguardano la possibilità che gli obbligazionisti debbano accettare il cosiddetto “haircut”, ossia un taglio del valore nominale. Questo determinerebbe un rimborso ad un valore inferiore al 100 predefinito.

In linea teorica, è anche possibile che siano limate le cedole, così come la scadenza sia posticipata. Le CACs devono essere approvate con una duplice votazione. Queste coinvolgono l’assemblea degli obbligazionisti possessori dei titoli e l’assemblea composta dai titoli che sono interessati dalla ristrutturazione del debito.

Alcune delle nuove CACs prevedono un’unica votazione, soltanto con gli obbligazionisti possessori dei titoli oggetto della ristrutturazione. In sostanza, qualora necessario, l’emittente potrebbe imporre ai possessori dei bond di partecipare al salvataggio dello Stato stesso.

Evidentemente si tratterebbe di un’operazione particolarmente rischiosa, con conseguenze notevoli sia per i piccoli risparmiatori che per gli istituti di credito eventualmente coinvolte. È importante tenere a mente che le CACs valgano soltanto per le obbligazioni emesse dal 1° gennaio 2013 in poi e non da quelle emesse precedentemente a questa data. Questi scenari sono eventualità remote, ma che non possono essere ignorati totalmente dagli investitori.

Titoli di Stato: ecco tutti i BTP non soggetti alle CACs

Di seguito presentiamo una lista di obbligazioni statali BTP non soggette alle CACs, poiché antecedenti al 2013, con i rispettivi codici ISIN.

TitoloRendimentoDurataValutaISIN
BTP4,00%2005-37EURIT0003934657
BTP4,50%2010-26EURIT0004644735
BTP4,75%2008-23EURIT0004356843
BTP5,00%2003-34EURIT0003535157
BTP5,00%2007-39EURIT0004286966
BTP5,00%2009-25EURIT0004513641
BTP5,00%2009-40EURIT0004532559
BTP5,25%1998-29EURIT0001278511
BTP5,75%2002-33EURIT0003256820
BTP6,50%1997-27EURIT0001174611
BTP7,25%1996-26EURIT0001086567
BTP8,50%1993-23EURIT0000366721
BTP9,00%1993-23EURIT0000366655
BTP6,00%1999-31EURIT0001444378
Italian Ministry of Finance5,38%2003-33USDUS465410BG26
Italian Ministry of Finance6,88%1993-23USDUS465410AH18

STIAMO ALL’OCCHIO E CONCENTRATI PERCHE’ I DEBITI ANCHE SE PUBBLICI SONO SEMPRE DEBITI E LO STATO NON PUO’ IN ETERNO INDEBITARSI PER PAGARE I DEBITI IN SCADENZA O GL’INTERESSI DEL DEBITO PUBBLICO GIA’ IN ESSERE.

IL MIO NON E’ UN GRIDO DI PREOCCUPAZIONE VUOTO E FINE A SE’ STESSO . . . MA ATTENZIONE PERCHE’ LA DIVERSIFICAZIONE IN INVESTIMENTI DI VARIO TIPO – CORPORATE – BOND GOVERNATIVI ED AZIONI, ALMENO DIMINUISCE IL RISCHIO DEI PROPRI ASSETS.

AD MAIORA

JG