La BCE mantiene invariati i tassi di interesse

Nella foto la presidente della Banca centrale europea (BCE), Christine Lagarde, interviene in conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio direttivo della BCE il 18 dicembre 2025. [Screenshot da video ECB]

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso di lasciare invariati i tre tassi di interesse di riferimento, confermando una linea di cautela in un contesto in cui l’inflazione è giudicata in progressivo allineamento all’obiettivo del 2% nel medio termine. Il tasso sui depositi resta al 2,00%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15% e il tasso sui prestiti marginali al 2,40%.

La decisione è stata presa all’unanimità. In conferenza stampa, la presidente Christine Lagarde ha sottolineato che il consenso ha riguardato non solo il mantenimento dei tassi, ma anche l’approccio di fondo alla politica monetaria. “Non c’è nessun percorso prestabilito dei tassi e nessuna data fissata per una mossa”, ha detto, chiarendo che nel Consiglio direttivo “non si è discusso né di un taglio né di un rialzo”.

Le nuove proiezioni macroeconomiche dello staff dell’Eurosistema indicano un’inflazione complessiva in media al 2,1% nel 2025, in calo all’1,9% nel 2026 e all’1,8% nel 2027, prima di risalire al 2,0% nel 2028. L’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari, resta più persistente nel breve periodo, con una media del 2,4% nel 2025 e del 2,2% nel 2026. La revisione al rialzo per il 2026 è legata soprattutto a un rallentamento più graduale del calo dell’inflazione dei servizi, che a novembre è salita al 3,5%.

Lagarde ha spiegato che gli indicatori di inflazione di fondo “restano coerenti con l’obiettivo del 2% nel medio termine”, pur in presenza di pressioni ancora sostenute sul fronte dei salari. La crescita della retribuzione per dipendente si è attestata intorno al 4%, più del previsto, anche per effetto di pagamenti una tantum, mentre gli indicatori prospettici segnalano un graduale raffreddamento delle dinamiche salariali nei prossimi trimestri.

La Banca centrale europea ha lanciato una proposta di revisione approfondita del quadro prudenziale che regola il capitale delle banche dell’eurozona, mettendo in discussione l’uso dei cosiddetti titoli ibridi di classe 1 aggiuntivi (Additional Tier 1 – AT1) emessi negli ultimi anni. …

Sul fronte dell’attività economica, la BCE vede un quadro più solido rispetto alle proiezioni di settembre. L’economia dell’area euro ha mostrato resilienza, con una crescita dello 0,3% nel terzo trimestre, trainata da consumi e investimenti e sostenuta da un mercato del lavoro ancora robusto: il tasso di disoccupazione, al 6,4% in ottobre, è vicino ai minimi storici. Le nuove stime indicano una crescita del PIL dell’1,4% nel 2025, dell’1,2% nel 2026 e dell’1,4% nel 2027, con una stabilizzazione allo stesso ritmo nel 2028.

Le trasformazioni del sistema monetario internazionale rendono urgente il rafforzamento del ruolo internazionale dell’euro. Stati Uniti e Cina seguono strategie opposte sul “dollaro digitale” e sullo “yuan digitale”. L’Europa rischia di restare un attore regolatore ma sottodimensionato. Serve una strategia …

La domanda interna è destinata a restare il principale motore della crescita, grazie all’aumento dei redditi reali, alla graduale riduzione del risparmio e al contributo della spesa pubblica per infrastrutture e difesa. Resta però un contesto globale complesso: Lagarde ha richiamato i rischi legati alle tensioni geopolitiche, alla guerra della Russia contro l’Ucraina e a un possibile deterioramento delle condizioni finanziarie internazionali, che potrebbero pesare su crescita e inflazione.

Prosegue intanto la riduzione graduale e prevedibile dei portafogli dell’Asset Purchase Programme e del Pandemic Emergency Purchase Programme, con l’Eurosistema che non reinveste più il capitale rimborsato sui titoli in scadenza. Il Consiglio direttivo ribadisce infine di essere pronto ad adeguare tutti gli strumenti a sua disposizione, incluso il Transmission Protection Instrument, per contrastare eventuali tensioni di mercato ingiustificate e preservare una trasmissione ordinata della politica monetaria in tutti i Paesi dell’area euro.

Questo in sintesi la CONFERENZA STAMPA della Presidente di BCE.

Penna Bianca – Giorgio Cavazzoli