ACCORDO COMMERCIALE USA-UE…. ma chi dei due dice la verità??

Dall’accordo giuridicamente non vincolante (per la Ue) all’acquisto di armi e di microchip, fino alle tempistiche dei dazi al 15% da parte degli Stati Uniti alle merci Ue: ecco in che cosa divergono i comunicati stampa di Washington e Bruxelles secondo l’analisi di MF Gpt,  il primo sistema di AI generativa autonoma in Italia lanciato da Class Editori

Ultim’ora news 29 luglio ore 14


Ci sono parecchie differenze, anche sostanziali sia sotto il profilo politico sia dei contenuti, tra i documenti ufficiali – gli unici disponibili per il momento – diffusi dalla Casa Bianca lunedì 28  e dalla Commissione Europea martedì 29 relativamente all’accordo sui dazi al 15% raggiunto domenica in Scozia tra il presidente Donald Trump e la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Abbiamo messo a confronto i due testi con MF Gpt, il primo sistema di AI generativa autonoma in Italia lanciato da Class Editori. Ecco il risultato.

L’analisi di MF Gpt

Entrambi i testi si riferiscono a un accordo commerciale tra gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald J. Trump, e l’Unione Europea, raggiunto il 27 luglio 2025. Tuttavia, presentano narrazioni e enfasi distinte, riflettendo le prospettive da cui sono stati redatti.

Prospettiva Statunitense (Primo Testo)

Il primo testo, intitolato «MAKING GLOBAL HISTORY» e «REACHING A HISTORIC TRADE DEAL», è chiaramente redatto da una prospettiva statunitense, focalizzata sull’amministrazione Trump. Il tono è fortemente celebrativo e assertivo, evidenziando il ruolo del Presidente Trump nel raggiungere l’accordo e i benefici per l’economia e i lavoratori americani.

Punti chiave enfatizzati dal testo USA:

Leadership di Trump: Viene ripetutamente sottolineato il ruolo decisivo e la leadership del Presidente Trump nel conseguire un accordo «storico» che altri presidenti non sono riusciti a ottenere.

Riequilibrio economico: L’accordo è presentato come una «fondamentale riequilibratura» delle relazioni economiche, con l’obiettivo di ridurre il deficit commerciale statunitense.

Accesso al mercato per gli USA: Si pone l’accento sull’«accesso al mercato senza precedenti» per i prodotti americani nell’UE, con l’eliminazione delle tariffe su beni industriali e l’introduzione di una tariffa del 15% pagata dall’UE su importazioni chiave come auto, ricambi auto, prodotti farmaceutici e semiconduttori (escluse alcune eccezioni per acciaio, alluminio e rame che rimangono al 50%).

Investimenti e energia: Viene evidenziato l’impegno dell’UE ad acquistare 750 miliardi di dollari in energia statunitense e a investire 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti entro il 2028, rafforzando la «supremazia energetica» e la posizione degli USA come destinazione per investimenti e manifattura avanzata.

Benefici per l’America: Il focus è su come l’accordo «rafforzerà l’economia e le capacità manifatturiere americane», creerà opportunità per agricoltori, allevatori e pescatori statunitensi, e genererà «decine di miliardi di dollari» di entrate annuali.

Rimozione delle pratiche commerciali sleali: L’accordo è visto come un passo per «liberare l’America da pratiche commerciali sleali» e barriere tariffarie e non tariffarie.

Acquisti militari: L’UE ha accettato di acquistare «quantità significative» di attrezzature militari statunitensi.

Prospettiva Europea (Secondo Testo)

Il secondo testo, intitolato «EU-US trade deal explained» e datato 29 luglio 2025, è redatto da una prospettiva europea, probabilmente dalla Commissione Europea. Il tono è più misurato e bilanciato, concentrandosi sulla stabilità, prevedibilità e i benefici reciproci dell’accordo.
 

Punti chiave enfatizzati dal testo UE:

Partnership transatlantica: L’accordo è inquadrato nel contesto di una partnership profonda e comprensiva, definita una «arteria chiave del commercio globale» e la «relazione bilaterale commerciale e di investimento più significativa al mondo».

Stabilità e prevedibilità: L’obiettivo principale dell’accordo è «ristabilire stabilità e prevedibilità» per cittadini e imprese, salvaguardando posti di lavoro e catene del valore integrate.

Impegno politico, non legale: Viene esplicitamente dichiarato che l’accordo politico del 27 luglio 2025 non è legalmente vincolante ed è il «primo passo in un processo che sarà ulteriormente ampliato nel tempo», indicando che saranno necessarie ulteriori negoziazioni.

Tariffe reciproche: Si menziona un «singolo, onnicomprensivo tetto tariffario statunitense del 15% per i beni dell’UE» (inclusi auto e parti di auto, farmaci e semiconduttori), che rappresenta un alleggerimento immediato per l’UE. Si specifica inoltre che l’UE eliminerà le «già basse tariffe MFN» sui beni industriali statunitensi.

Prodotti strategici e settori specifici: Vengono elencati prodotti specifici per cui le tariffe statunitensi torneranno a livelli pre-gennaio (es. aeromobili UE, alcuni prodotti chimici, generici, risorse naturali). Per acciaio, alluminio e rame, si parla di quote tariffarie a livelli storici, tagliando l’attuale 50%, e di una cooperazione per combattere la concorrenza sleale.

Investimenti e energia: L’UE intende acquistare 750 miliardi di dollari (circa 700 miliardi di euro) di GNL, petrolio e prodotti nucleari statunitensi entro i prossimi tre anni per «sostituire il gas e il petrolio russi». L’UE intende anche acquistare 40 miliardi di euro di chip AI. Le aziende dell’UE hanno manifestato interesse a investire almeno 600 miliardi di dollari (circa 550 miliardi di euro) negli USA entro il 2029.

Riduzione barriere non tariffarie: Cooperazione su standard automobilistici, misure sanitarie e fitosanitarie (SPS), e riconoscimento reciproco delle valutazioni di conformità.

Sicurezza economica e commercio digitale: Rafforzamento della cooperazione sulla sicurezza economica e la resilienza delle catene di approvvigionamento, e accordi su tariffe zero per le trasmissioni elettroniche e il mantenimento delle commissioni di utilizzo della rete.

Protezione delle sensibilità UE: L’accordo «rispetta pienamente la sovranità normativa dell’UE e protegge aree sensibili dell’agricoltura dell’UE, come carne bovina o pollame».
 

Confronto Dettagliato delle Differenze

Sebbene entrambi i testi descrivano lo stesso accordo, le loro priorità e la loro presentazione differiscono in modo significativo:
 

1. Natura dell’Accordo:

USA: Lo presenta come un accordo concluso e consegnato («delivered yet another agreement», «latest deal»).

UE: Lo definisce un accordo politico non legalmente vincolante, il «primo passo» di un processo che richiederà ulteriori negoziazioni e implementazioni. Questa è una differenza cruciale nella percezione della sua finalità.
 

2. Tariffe (Chi paga cosa):

USA: Enfatizza che l’UE pagherà una tariffa del 15% su auto, ricambi, farmaceutici, semiconduttori, e che l’UE rimuoverà «tariffe significative» sui beni industriali statunitensi.

UE: Sottolinea che gli USA applicheranno un «tetto tariffario» del 15% sui beni UE (inclusi auto e ricambi), fornendo un «alleggerimento tariffario immediato» per l’UE. L’UE, a sua volta, eliminerà le «già basse» tariffe sui beni industriali statunitensi. La prospettiva è quindi su ciò che l’UE guadagna in termini di riduzione dei dazi sui suoi prodotti.

3. Commercio di Acciaio, Alluminio e Rame:

USA: Afferma che le tariffe settoriali su acciaio, alluminio e rame rimarranno invariate al 50%, con discussioni future sulle catene di approvvigionamento.

UE: Dichiara che l’UE e gli USA «uniranno le forze per proteggere» questi settori e stabiliranno quote tariffarie a livelli storici, «tagliando le attuali tariffe del 50%». Questo suggerisce una riduzione rispetto a quanto implicato dal testo USA.
 

4. Acquisti e Investimenti:

USA: L’UE acquisterà 750 miliardi di dollari in energia e investirà 600 miliardi di dollari negli USA entro il 2028.

UE: L’UE intende procurarsi 750 miliardi di dollari (circa 700 miliardi di euro) in energia statunitense nei prossimi tre anni per sostituire le forniture russe, e investirà 600 miliardi di dollari (circa 550 miliardi di euro) negli USA entro il 2029. Viene aggiunta la menzione di 40 miliardi di euro per l’acquisto di chip AI statunitensi, assente nel testo USA.
 

5. Acquisti Militari:

USA: Afferma esplicitamente che l’UE ha accettato di acquistare quantità significative di attrezzature militari statunitensi.

UE: Non c’è alcuna menzione di acquisti di attrezzature militari da parte dell’UE nel testo fornito. Questa è una notevole omissione.
 

6. Benefici e Enfasi:

USA: Forte enfasi sui benefici unidirezionali per l’America: aumento delle esportazioni, creazione di posti di lavoro, ripristino della «potenza industriale», sicurezza energetica e la posizione degli USA come leader mondiale.

UE: Maggiore enfasi sui benefici reciproci e sulla stabilità: accesso continuo per le esportazioni UE, salvaguardia dei posti di lavoro in Europa, risparmi per importatori e consumatori europei, e la protezione delle «sensibilità agricole» dell’UE.

7. Tono e Linguaggio:

USA: Tono trionfalistico, con un linguaggio che glorifica la leadership e i risultati («Making Global History», «President Trump has delivered yet another agreement»).

UE: Tono più neutrale e pragmatico, con un focus su «stabilità e prevedibilità» e «cooperazione» («The transatlantic partnership is a key artery», «This political agreement restores stability and predictability»).

Considerazioni Finali

I due testi, sebbene trattino lo stesso evento, presentano narrazioni strategicamente diverse. Il testo statunitense è un manifesto della politica «America First», enfatizzando il potere negoziale e i guadagni unilaterali, con un linguaggio carico di enfasi sulla leadership di Trump. Il testo europeo, al contrario, adotta un approccio più cauto, sottolineando la reciprocità, la stabilità e la natura ancora in via di definizione dell’accordo, pur evidenziando i vantaggi per l’economia dell’UE.

Queste differenze riflettono le diverse audience a cui sono destinati i comunicati e le priorità politiche di ciascuna parte. La discrepanza sulla natura «vincolante» dell’accordo e l’omissione degli acquisti militari nel testo UE sono tra i punti più salienti che distinguono le due prospettive. 

La serie OGGI LE COMICHE pensavamo fosse terminata negli anni ’70 – – – – mi sa che sia tornata!

ad maiora

JG