LA … DANZA DELLE POLTRONE PUBBLICHE …

La partita delle nomine nelle grandi società pubbliche è all’ultima curva. Tra Pd e M5S non c’è ancora accordo su alcune delle caselle più importanti. Si discute in particolare sull’Eni anche se le possibilità di conferma dell’a.d. Claudio Descalzi sono aumentate. L’altra partita aperta è la guida di Leonardo.

Per Enel e Poste è probabile la conferma degli a.d. uscenti, Francesco Starace e Matteo Del Fante, mai messi in discussione. Il M5S punta a ottenere la guida di Terna e Enav per propri candidati, due caselle che potrebbero servire anche da stanza di compensazione in base all’esito del braccio di ferro negli altri gruppi. Molti cambiamenti sono previsti per le presidenze. In alto mare le scelte su Banca Mps.

Le liste con i candidati devono essere pubblicate entro lunedì 20 aprile. Tuttavia il governo cercherà di chiudere la partita nel fine settimana.

Il governo, attraverso l’azionista Mef (il ministero dell’Economia), può esprimere la maggioranza dei componenti dei nuovi cda, compresi i presidenti e amministratori delegati, con liste di candidati da sottoporre al voto delle assemblee a partire dal 13 maggio (Eni sarà la prima). Ci sono più di 40 poltrone da assegnare in sette società quotate. Non fanno parte della partita nomine, perché i vertici non sono in scadenza, né Cdp né Ferrovie dello Stato, l’unico gruppo ad aver lanciato un piano di aumento degli investimenti per il rilancio dell’economia.

Per le sette quotate si ragiona sulla scelta dei nuovi cda per la durata classica di tre anni. L’ipotesi di congelare in blocco i consigli uscenti per un anno, ventilata nei giorni scorsi per l’emergenza Coronavirus, è stata messa da parte. L’ipotesi sarebbe stata valutata dal premier, Giuseppe Conte. Ma è stata esclusa anche per il parere negativo di fonti autorevoli, tra cui, secondo indiscrezioni, l’ufficio legislativo di Palazzo Chigi e la Consob. Senza trascurare che c’è anche l’attenzione del Quirinale.

Nessuna decisione è stata presa negli incontri politici. Ieri c’è stata una riunione nella maggioranza, tra il viceministro dell’Economia Misiani (Pd), il sottosegretario a Palazzo Chigi Fraccaro (M5S) in rappresentanza di Conte, il viceministro dello Sviluppo Buffagni (M5S), il ministro della Salute Speranza e la sottosegretaria all’Economia Guerra (Leu), Rosato (Iv).

All’Eni sono risalite le quotazioni dell’a.d. in scadenza Claudio Descalzi, malgrado rimanga lo scetticismo del M5S per le vicende giudiziarie. Descalzi fu nominato dal governo Renzi nel 2014, dopo nove anni in cui aveva regnato Paolo Scaroni.

Nessuno discute le competenze di Descalzi nel petrolio e gas. Tuttavia il manager sta affrontando un processo per corruzione internazionale a Milano (presunto pagamento di una tangente di un miliardo e 92 milioni di dollari in Nigeria durante la gestione di Scaroni, quando Descalzi era d.g., tra gli imputati anche Giovanni Bisignani). Inoltre Descalzi è indagato per l’accusa di conflitto d’interessi per gli appalti petroliferi per 300 milioni di dollari affidati dall’Eni a società riconducibili alla moglie, Marie Madeleine Ingoba. Descalzi ha sempre affermato di essere estraneo ad entrambe le vicende.

L’ipotesi di conferma di Descalzi sarebbe soggetta a condizione di una presidenza forte. Per questo potrebbe andare alla presidenza Eni l’ex capo della polizia e dei servizi segreti Gianni De Gennaro, che dal 3 luglio 2013 è presidente dell’ex Finmeccanica, ora Leonardo.

De Gennaro fu nominato dal governo Letta, quando il gruppo industriale della difesa era scosso da indagini giudiziarie per corruzione internazionale, per la vendita di elicotteri in India per 560 milioni di euro. Nella vicenda il principale imputato, Giuseppe Orsi, è stato assolto in modo definitivo dalla giustizia italiana, mentre un mediatore straniero ha patteggiato una pena. Restano aperti strascichi giudiziari in India. E Finmeccanica è tuttora bandita dalle gare in India, uno dei mercati più promettenti per l’industria della difesa.

Un altro nome fatto per la presidenza Eni è quello dell’ex a.d. del gruppo, Franco Bernabè. In uscita la presidente Emma Marcegaglia. In caso di trasloco all’Eni De Gennaro potrebbe essere sostituito in Leonardo dal generale della Guardia di finanza Luciano Carta, direttore dell’Aise, l’Agenzia per le informazioni e la sicurezza esterna, cioè i servizi segreti. Carta è stato nominato il 21 novembre 2018 da Conte, che ha tenuto la delega ai servizi segreti.

C’è un braccio di ferro sulla scelta dell’a.d. di Leonardo, con possibile sorpresa finale. Si stanno analizzando candidati dal profilo più industriale rispetto all’a.d. in scadenza, Alessandro Profumo, l’ex banchiere che ha guidato Unicredit ed è stato presidente di Banca Mps, scelto tre anni fa da Paolo Gentiloni. Profumo potrebbe fare un secondo mandato. Ma è in forse. Il candidato più accreditato a un’eventuale sostituzione è Giuseppe Giordo, ex a.d. di Alenia Aermacchi, dal 4 novembre scorso è stato chiamato da Giuseppe Bono, a.d. di Fincantieri, a guidare la divisione navi militari di Fincantieri. Da pochi giorni Giordo è anche a.d. di Orizzonte sistemi navali, la società tra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%) per le fregate Fremm. Una sua nomina potrebbe preludere a ipotesi di più stretta collaborazione tra i due gruppi pubblici.

Altri manager dal profilo industriale valutati per Leonardo sono Alfredo Altavilla, ex numero due di Sergio Marchionne in Fiat Chrysler e Francesco Caio, ex a.d. di Omnitel e di Poste, con un’esperienza industriale nell’aerospazio alla guida dell’ex Avio (motori e razzi). Caio, presidente di Saipem, in dicembre è stato chiamato dal ministro del M5S Stefano Patuanelli come consulente del governo per l’Ilva. Tra i candidati possibili anche Lorenzo Mariani, Chief commercial officer di Leonardo.

Il governo è alla ricerca anche di candidature femminili a ruoli di presidente, visto l’ampio ricambio previsto soprattutto in queste caselle. All’Enel si profila la conferma di Patrizia Grieco, in tandem con l’a.d. Francesco Starace, entrambi nominati nel 2014 dal governo Renzi e confermati da Gentiloni nel 2017. A Poste Italiane dovrebbe essere confermato a.d. Matteo Del Fante, potrebbe essere sostituita la presidente Maria Bianca Farina. Tra le possibili candidate a una presidenza Lucia Calvosa, docente di diritto commerciale all’università di Pisa.

Per la guida di Terna, la società della rete di trasmissione elettrica, sono in gioco sia un candidato sostenuto dal Pd, Lucio Valerio Camerano, in uscita da A2A, sia un manager gradito al M5S, Stefano Donnarumma, a.d. di Acea. E circola anche il nome di Domenico Arcuri, a.d. di Invitalia e commissario per il Coronavirus. È in uscita l’a.d. Luigi Ferraris, al quale si riconoscono risultati positivi e potrebbe ottenere un incarico in una non quotata.

Battaglia anche per l’Enav, guidata dal 2015 dall’a.d. Roberta Neri. Il M5S ha lanciato la candidatura di Paolo Simioni, presidente di Atac, già a.d. dell’aeroporto di Venezia (Save) e di Centostazioni. In alto mare le candidature per Mps, da cui è in uscita l’a.d. Marco Morelli. La partita nomine è ancora soggetta a colpi di scena.

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