Covid-19 – Situazione in Italia al 6 marzo

La situazione in Italia: 6 marzo 2020, ore 18.00

POSITIVI3916DECEDUTI197GUARITI523

Conferenza stampa del Capo della protezione civile Angelo Borrelli alle ore 18 del 6 marzo:

  • 4636 le persone che hanno contratto il virus, attualmente positivi 3916, 197  deceduti e 523 guariti.

Tra i 3916 positivi:

  • 1060 si trovano in isolamento domiciliare
  • 2394 ricoverati con sintomi
  • 462 in terapia intensiva

Consulta le tabelle:

Avviso: a partire dal 28 febbraio l’aggiornamento quotidiano della Protezione Civile si terrà soltanto alle 18. 
Avviso: a partire dal 28 febbraio il numero dei deceduti sarà confermato dall’Istituto superiore di sanità dopo aver stabilito la causa di morte per Coronavirus.

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I primi casi in Italia

I primi due casi di Coronavirus in Italia, una coppia di turisti cinesi, sono stati confermati il 30 gennaio dall’Istituto Spallanzani, dove sono stati ricoverati in isolamento dal 29 gennaio. Il 26 febbraio sono stati dichiarati guariti.

Il primo caso di trasmissione secondaria si è verificato a Codogno, Comune della Lombardia in provincia di Lodi, il 18 febbraio 2020.

Sorveglianza e controlli

Nel nostro Paese è attiva una rete di sorveglianza sul nuovo coronavirus e sono stati attivati controlli e screening sotto il coordinamento della task force ministeriale.

L’Italia ha bloccato il 30 gennaio con un’Ordinanza del ministro della Salute tutti i voli da e per la Cina per 90 giorni, oltre a quelli provenienti da Wuhan, già sospesi dalle autorità cinesi.

Il Governo italiano ha dichiarato il 31 gennaio lo Stato di emergenza, stanziato i primi fondi e nominato Commissario straordinario per l’emergenza il Capo della protezione civile Angelo Borrelli.

Misure di contenimento

Il Consiglio dei ministri ha varato un decreto legge  il 23 febbraio 2020 con misure per il divieto di accesso e allontanamento nei comuni dove sono presenti focolai e la sospensione di manifestazioni ed eventi. Successivamente sono stati emanati tre Decreti del Presidente del Consiglio attuativi, prima il DPCM del 23 febbraio 2020 poi il DPCM del 25 febbraio 2020, infine il DPCM del 1° marzo che sostituisce i precedenti e distingue le misure sulla base delle aree geografiche d’intervento.

1. Misure applicabili nei comuni della “zona rossa” (Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D’Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini; Vo’)

Dove vige il divieto di accesso o di allontanamento dal territorio comunale.

2. Misure applicabili nelle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto e nelle province di Pesaro e Urbino e di Savona

Tra cui la sospensione degli eventi, delle competizioni sportive e delle scuole fino all’8 marzo o l’apertura in modalità contingentata dei locali aperti al pubblico e dei lughi di culto.

3. Misure applicabili nelle province di Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona

Per le quali si stabilisce anche la chiusura nelle giornate di sabato e domenica delle medie e grandi strutture di vendita e degli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad esclusione delle farmacie, delle parafarmacie e dei punti vendita di generi alimentari.

4. Misure applicabili nella regione Lombardia e nella provincia di Piacenza

Dove si applica anche la sospensione delle attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei “livelli essenziali di assistenza”), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

5. Misure applicabili sull’intero territorio nazionale

Tra queste la promozione del lavoro agile, la sospensione delle gite scolastiche, l’obbligo di certificato medico per il ritorno a scuola dopo cinque giorni di assenza, attività didattica a distanza, la proroga dei termini per l’esame guida.

Tali misure sono state integrate e ampliate dal Dpcm del 4 marzo, che dispone tra l’altro la sospensione dell’attività didattica nelle scuole e nelle università.

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