RISPOSTA DEL MINISTRO TRIA ALL’U.E. – COME SI CAMBIA PER NON MORIRE…..

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA – GIOVANNI TRIA

LA COMMISSIONE EUROPEA CHIEDE CHIARIMENTI SUI RIALZI DEL DEBITO ITALIANO CONTI PUBBLICI, LA LETTERA DI TRIA ALL’UE: “RIDURREMO LA SPESA PER REDDITO E QUOTA 100” “Il Governo sta avviando una nuova revisione della spesa e riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022” scrive il ministro dell’Economia 31 maggio 2019 “Dal lato della spesa, il governo sta avviando una nuova revisione della spesa e riteniamo che sarà   possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022. Inoltre siamo convinti che una volta che il programma di bilancio sarà finalizzato in accordo con  la Commissione europea, i rendimenti dei titoli di Stato italiani diminuiranno e le proiezioni relative alla spesa per interessi saranno riviste al ribasso”. E’ quanto si legge in uno dei passaggi della lettera del ministro dell’Economia Giovanni Tria alla Commissione europea. Alla missiva viene allegato il rapporto sull’andamento del debito redatto dal Dipartimento del Tesoro. In un altro passaggio della lettera le nuove politiche di welfare vengono esplicitate come reddito di cittadinanza e quota 100. “Colgo l’occasione – si legge nell’incipit – per ricapitolare la posizione del governo italiano in merito all’andamento del disavanzo e del debito nel 2018 alle nostre aspettative per l’anno in corso e ai programmi per il bilancio 2020-2022”. “Dal governo approccio prudente e responsabile sul debito” “Secondo le stime della Commissione il saldo strutturale  dell’Italia nel 2018 è peggiorato, passando al -2,2% del Pil, dal   -2,1% del 2017. Tuttavia, questa valutazione si basa sulla stima di   crescita potenziale della Commissione. Secondo le previsioni di primavera della Commissione, nel 2018 l’output gap era pari a solo   -0,1% del Pil, con una riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto al   2017”, prosegue Tria nella sua lettera. “Nonostante le lievi modifiche apportate alla metodologia applicata al  caso italiano -è scritto nella missiva- la quantificazione dell’output gap dell’Italia è ancora incoerente con le principali evidenze macroeconomiche (tasso di disoccupazione ancora elevato, assenza di pressioni inflazionistiche e una forte caduta del Pil rispetto ai livelli pre-crisi). Se la crescita potenziale stimata fosse più vicina al contenuto tasso di crescita del Pil reale registrato nel 2018 (0,9 per cento), l’aggiustamento di bilancio realizzato lo scorso anno verrebbe considerato prevalentemente strutturale e non ciclico”. Proprio oggi dall’Istat è arrivata una doccia fredda sulla crescita italiana: il pil del primo trimestre è stato rivisto al  ribasso allo 0,1% dalla precedente stima dello 0,2%, il tendenziale da 0,1% è invece tornato negativo a -0,1%, per la prima volta dalla fine del 2013. Un pil al contagocce su base trimestrale, più vicino allo stallo che alla mini-ripresa prefigurata con i dati provvisori di fine aprile, che tuttavia conferma l’uscita del paese dalla recessione tecnica dovuta ai due precedenti trimestri sotto segno ‘meno’. E proprio la scarsa crescita è al centro delle argomentazioni avanzate dal ministro dell’Economia nella risposta che sarà inviata oggi alla richiesta di chiarimenti della Commissione Ue sui rialzi del debito italiano. Intanto, lo spread sfonda quota 290 sotto la spinta del rischio di una procedura Ue sui conti del Belpaese in assenza di motivazioni convincenti da parte del titolare di via XX Settembre. Fonti M5S: “Favorevoli a proposta Lega su Flat tax in deficit, Tria condivide” “La proposta della Lega di finanziare in deficit la flat tax ci trova favorevoli. A maggior ragione se, come apprendiamo, Tria già condivide questa idea: ben venga il regime fiscale al 15% per i redditi fino ai 65.000 euro” dicono fonti M5S.