Causa di beatificazione di don Giussani: «L’annuncio di un grande dono»

Al termine della messa in Duomo per l’anniversario della Fraternità e di don Giussani, l’arcivescovo di Milano, monsignor Delpini, ha annunciato la chiusura della fase diocesana dell’inchiesta in vista della beatificazione e della canonizzazione del fondatore di CL. Il comunicato della diocesi e le parole di Davide Prosperi

19.02.2026

Monsignor Mario Delpini annuncia la chiusura della fase diocesana della causa di beatificazione di don Giussani (©Giovanni Dinatolo)
Monsignor Mario Delpini annuncia la chiusura della fase diocesana della causa di beatificazione di don Giussani (©Giovanni Dinatolo)

Si è da poco conclusa in Duomo la Messa, presieduta dall’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, nella memoria del Servo di Dio don Luigi Giussani, il sacerdote ambrosiano, fondatore del movimento di “Comunione e Liberazione”, nato a Desio il 15 ottobre 1922 e morto a Milano il 22 febbraio 2005 in fama di santità.

Al termine della celebrazione l’Arcivescovo ha comunicato che giovedì 14 maggio, giorno dell’Ascensione del Signore, alle 17, nella Basilica di Sant’Ambrogio, presiederà la Messa che segnerà la conclusione della fase diocesana dell’Inchiesta in vista della beatificazione e della canonizzazione di don Giussani.

Nel dare l’annuncio monsignor Delpini ha ricordato don Giussani come «un sacerdote ambrosiano, innamorato della nostra Chiesa, che volle servire per tutta la sua vita con l’ardore del suo animo e del suo zelo. Nella sua vita e nel suo ministero ha indicato quali frutti possa avere l’intenso amore per Dio: la fecondità che può dare (come ha dato) origine a qualcosa che lo Spirito di Dio rende prezioso per la Chiesa tutta. Penso qui al dono che è per la Chiesa universale il Movimento e la Fraternità di Comunione e Liberazione, il cui fecondo carisma è diffuso ormai in tutto il mondo».

A dare avvio al processo che ora giunge a compimento in ambito diocesano fu, nel 2014, l’allora Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, che, accogliendo la richiesta della Fraternità di Comunione e Liberazione, dispose l’inizio dell’Inchiesta diocesana per la beatificazione e canonizzazione del suo fondatore e, secondo le norme emanate dalla Santa Sede, dispose l’inizio della cosiddetta “fase documentale”. Due teologi furono incaricati di esaminare gli scritti pubblicati e di redigere una Dichiarazione che attestasse l’assenza di errori in materia di fede e di morale, illustrando al contempo il pensiero teologico e la spiritualità del Servo di Dio. Parallelamente venne costituita una Commissione storica, con il compito di raccogliere tutta la documentazione utile a ricostruirne la vita. Scopo di tale ricerca è fondare documentalmente la pertinenza e la convenienza della beatificazione di don Giussani, quale modello convincente di vita cristiana e, in questo caso specifico, sacerdotale.

Ad maiora

Penna. BIANCA

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