
Sono sempre stato attratto dalle varie confessioni cristiane e dall’Ecumenismo. In questo periodo di festa, insieme a Rita, ho partecipato a due riti/incontri “messe” assolutamente “opposte” come impostazione:
- 1)La messa Tridentina a Modena nella chiesa dello Spirito Santo, via F.lli Rosselli, n. 180 che si tiene la Domenica e feste di precetto ore 17:00 (ore 18:00 in luglio e agosto) eogni primo venerdì del mese e feste infrasettimanali: ore 19:30 S. Messa,
– info: 059.305104 – spiritosantomodena .com o scrivere a giacomo.mascolo@gmail.com per farsi inserire nella newsletter del Coetus Fidelium - 2)La Cena della River Church a Mortizzuolo ogni domenica alle 10.00 ed il martedì sera. Chiesa Pentecostale così definita protestante
(1)La messa Tridentina secondo il messale di Pio V, autorizzato da Benedetto XVI nel 1962. Tutto il rito, ad accezione della omelia, è rigorosamente in latino. Le donne sono munite di velo in pizzo bianco o nero. Al termine della celebrazione dopo che il sacerdote ha detto “ite missa est” – la messa è finita, si legge il prologo del vangelo di San Giovanni. L’Eucarestia viene distribuita solo nella bocca ed il fedele è inginocchiato davanti al celebrante.
(2) la cena dei pentecostali della River Church prevede diversi momenti:
- Inizio con quattro canzoni moderne con tastiera, batteria e chitarra ed impianto audio di assoluto livello
- Interventi dei presenti con testimonianze di Vita e di conversione. Racconto di miracoli accaduti nella storia dei presenti
- Intervento del pastore sul periodo della liturgia e storia cristiana con citazioni dalla bibbia e dai vangeli
- Comunione tra i presenti con pane e vino
- Poi pranzo comunitario
Tra ALLELUIA E AMEN si respira una grande fede ed armonia comunitaria.
Beh vi ho raccontato due realtà totalmente distinte e apparentemente lontane, ma in entrambe Dio e Gesù sono assolutamente presenti tra coloro che partecipano alle “funzioni” religiose.
Avanti tutta con i racconti del cristianesimo.
Buon 2025
Ad maiora
JG


Notte sulla messa Tridentina:
Per rispondere ai fedeli di orientamento tradizionalista, la Congregazione per il Culto Divino, con lettera circolare Quattuor abhinc annos del 3 ottobre 1984, ha autorizzato i Vescovi a permettere la celebrazione della messa secondo il messale del 1962 per i gruppi che lo chiedessero a condizione, fra l’altro, che i fedeli non fossero fra quelli che contestavano la legittimità e l’esattezza dottrinale del messale promulgato da papa Paolo VI.
Nel motu proprio Ecclesia Dei del 2 luglio 1988, con il quale il papa Giovanni Paolo II ha dichiarato monsignor Lefebvre scomunicato per l’atto scismatico di conferire l’ordinazione episcopale a quattro membri della sua Fraternità Sacerdotale, il Pontefice ha anche fatto appello per “un’ampia e generosa applicazione” delle direttive del documento Quattuor abhinc annos.
Anche dopo tale appello, alcuni si lagnavano delle difficoltà incontrate nell’ottenere dai Vescovi l’autorizzazione di cui in questo documento. In altri casi però, lo stesso Vescovo diocesano ha celebrato la messa almeno una volta per tali gruppi nella forma tridentina. È nota la celebrazione del cardinale Darío Castrillón Hoyos nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma il 24 maggio 2003.
Il 25 dicembre 2001 papa Giovanni Paolo II riaccolse nella piena comunione il vescovo monsignor Licínio Rangel (consacrato nel 1991 da tre dei Vescovi lefebvriani scomunicati nel 1988), insieme agli altri membri della Fraternità Sacerdotale di San Giovanni Maria Vianney, fino a quel momento stretti alleati della Fraternità di San Pio X. Un mese dopo creò per loro, con territorio corrispondente esattamente a quello della diocesi di Campos in Brasile, l’Amministrazione apostolica personale San Giovanni Maria Vianney, con diritto di usare esclusivamente il messale del 1962.
L’8 settembre 2006, il cardinale Darío Castrillón Hoyos, come presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, emanò un decreto con il quale si erigeva l’Istituto del Buon Pastore, Società di vita apostolica con sede a Bordeaux e in quanto di diritto pontificio, dipendente direttamente dalla Santa Sede. Come “rito proprio in tutti i suoi atti liturgici”, l’Istituto ha il messale del 1962. I primi membri appartenevano alla Fraternità San Pio X, in seno alla quale avevano sostenuto che era ora di riconciliarsi con la Santa Sede. Ognuno dichiarò personalmente di rispettare l’autentico magistero della Sede romana, con fedeltà integrale al magistero infallibile della Chiesa (Statuti II §2). Da un punto di vista dottrinale, si sono poi impegnati, in conformità con il discorso del papa Benedetto XVI alla Curia Romana il 22 dicembre 2005, in una “critica seria e costruttiva” del Concilio Vaticano II, “per permettere alla Sede Apostolica di darne un’interpretazione autentica”
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