
Venerdì la maggioranza che sostiene il governo di Giorgia Meloni ha inserito un emendamento nella legge di bilancio che sta alimentando qualche discussione, perché prevede di aumentare lo stipendio che ricevono i ministri e i sottosegretari che non sono eletti in parlamento. Sono quelli che hanno un ruolo di governo, ma non sono né deputati né senatori, perché non si candidarono alle ultime elezioni legislative del 2022 o perché a quelle elezioni non furono eletti.
Questi ministri e sottosegretari ricevono un compenso inferiore ai loro colleghi che sono anche eletti, che in quanto membri del parlamento guadagnano più del doppio: il nuovo emendamento in sostanza ha l’obiettivo di fare in modo che gli stipendi siano uguali per tutti i ministri e sottosegretari, a prescindere dal fatto che abbiano anche un incarico parlamentare. I membri del governo coinvolti in questa sorta di aumento di stipendio sono in tutto 18, di cui 8 ministri: Andrea Abodi (Sport), Marina Calderone (Lavoro), Guido Crosetto (Difesa), Alessandro Giuli (Cultura), Matteo Piantedosi (Interno), Giuseppe Valditara (Istruzione), Alessandra Locatelli (Disabilità) e Orazio Schillaci (Salute).
Bene…. Andiamo avanti così d’innanzi a queste scelte la gente si arrabbia cari amici del governo, aumentate le pensioni invece degli stipendi dei ministri.
La Democrazia Cristiana era un partito che cercava sempre l’equità…. Questi politici danno un brutto esempio.
Ad maiora
JG
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.