
Pronta la bozza che sarà portata in consiglio dei ministri: le date riguardano anche il voto locale in 3 regioni e circa 4mila città tra cui 27 capoluoghi. Lo scrutinio per l’Europarlamento partirà subito dopo la chiusura dei seggi.
Weekend con il voto. Le urne per le Europee 2024 saranno aperte di sabato e domenica e saranno election day per le Regioni e i Comuni in cui è previsto il voto locale. La bozza che stabilisce le regole della prossima tornata elettorale è pronta e sarà portata domani in Consiglio dei ministri. Un testo di sei articoli, all’interno del quale entra anche la novità del terzo mandato per i sindaci dei piccoli Comuni.
Date e orari del voto
Le elezioni per il Parlamento europeo si svolgeranno a livello comunitario tra il 6 al 9 giugno 2024. In Italia, quindi, secondo la bozza di decreto si voterà sabato 8 giugno dalle ore 14 alle ore 22 e domenica 9 dalle ore 7 alle ore 23. E saranno election day, perché su questi giorni convergerà anche il voto di 3 Regioni –Basilicata, Piemonte e Umbria – e dei circa quattromila Comuni nei quali è previsto il rinnovo dei sindaci: in particolare, ci saranno 6 capoluoghi di regione (Bari, Cagliari, Campobasso, Firenze, Perugia e Potenza) e altri 21 capoluoghi di provincia: Ascoli, Avellino, Bergamo, Biella, Caltanissetta, Cremona, Ferrara, Forlì, Lecce, Livorno, Modena, Pavia, Pesaro, Pescara, Prato, Reggio Emilia, Rovigo, Sassari, Verbania, Vercelli e Vibo Valentia. Restano fuori invece la Regione Sardegna, per la quale il voto è già stato fissato per il 25 febbraio e l’Abruzzo, che sarà chiamato alle urne il 10 marzo.
Le operazioni di scrutinio per le Europee inizieranno subito, domenica sera dopo la chiusura dei seggi. Per le elezioni dei presidenti e dei consigli regionali e dei sindaci e dei consigli comunali e circoscrizionali ha inizio invece alle ore 14 di lunedì 10 giugno, dando la precedenza allo spoglio delle schede per le elezioni regionali e passando poi, senza interruzione, a quello delle schede per le elezioni dei sindaci e dei consigli comunali e circoscrizionali.
Terzo mandato sotto i 15mila abitanti
Il decreto, al punto 4, contiene anche l’apertura al terzo mandato dei sindaci, ma la norma vale solo per i piccoli centri, quelli con meno di 15mila abitanti. Attualmente la legge prevede che sia “consentito un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie”. Un limite che resta in vigore per i Comuni più grandi e per le Regioni, nonostante le pressioni della Lega che vorrebbe estendere il mandato, guardando soprattutto al Veneto e alla scadenza di Luca Zaia.
Ad maiora
JG
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.